A questo punto il designer principale Steven Burgess, la cui ispirazione portata dal vento ha dato vita all'idea di comandare un personaggio con la forza di quest'ultimo, prende in mano il telecomando Wii e il Nunchuk ed inizia ad accompagnarci sui percorsi del gioco. Il suo entusiasmo è incontenibile e contagioso: è evidente che è orgoglioso della sua nuova creatura.
“Praticamente questo nuovo gioco inizia proprio dove finiva il precedente”, afferma Burgess, mentre ci mostra una scena familiare di Toku che fa un sonnellino, prima che l'avventura riprenda nuovamente sospinta dal vento. “Toku ha perso il suo ombrello da salto [un mantello che Toku acquisisce in uno stadio avanzato di LostWinds, che conferisce al giocatore il potere di tracciare percorsi di volo in cielo, n.d.e.], ma Enril ha ancora tutti i poteri del vento acquisiti al termine del primo gioco.”
Dopo aver saputo che sua madre Magdi è scomparsa, Toku decide di andare a cercarla. All'inizio viene aiutato dall'antico Guardiano Magmok che, grato per essere stato liberato, aiuta i due amici a risalire la montagna verso il Villaggio di Cascate estive, dove Magdi è stata vista l'ultima volta. “Questa sezione è una specie di tutorial per i nuovi giocatori”, spiega Burgess, “mentre costituisce un anello di congiunzione per i giocatori del primo titolo, conducendoli direttamente dal gioco precedente al successivo e consentendo loro di riabituarsi ai poteri del vento di Enril.”
Guida abilmente Toku su per le montagne; ogni tanto riceve aiuto da Magmok per salire in alto sulle rupi o per sbarazzarsi di enormi massi che ostruiscono il passaggio.
“Conoscendo già il primo gioco, a questo punto è facile sentire la mancanza dell'ombrello da salto, ma non c'è da preoccuparsi, perché Toku lo acquisirà di nuovo prima o poi,” osserva Steven ridendo.







