2. Essere il sindaco della città

Iwata:

Il giocatore fa il sindaco, intraprende opere pubbliche e stabilisce regole e ordinanze. Da cosa sono nate queste idee e come siete riusciti a metterle insieme?

Kyogoku:

Beh, spesso quando tornavo a casa tardi la sera dopo il lavoro il negozio di Tom Nook era già chiuso.

Iwata:

Tornava a casa tardi dal lavoro e pensava: “Ora gioco un po' ad Animal Crossing!” ma poi scopriva che il negozio era già chiuso.

Moro:

Sono sicuro che un sacco di giocatori hanno cambiato l'ora impostata nel gioco per poter accedere a certe funzioni, ma è un peccato perché uno degli aspetti più belli di Animal Crossing è proprio il senso di unità che deriva dal fatto che il tempo trascorre in perfetta sincronia con il mondo reale. In questo modo, tutti condividono la sensazione delle stagioni e del tempo che passa e non volevamo assolutamente rinunciare a quell'elemento del gioco.

Kyogoku:

Mi domandavo però se potevamo fare in modo che il gioco si adattasse alle circostanze personali del giocatore, per evitare che quest'ultimo dovesse correggere l'orario del gioco. Ma se tutti i negozi sono aperti 24 ore su 24, non c'è più distinzione tra il giorno e la notte e questo è contrario all'idea di fondo della sincronia con il mondo reale. Insomma, per un po' abbiamo accantonato la cosa, poi a qualcuno è venuta l'idea di far fare il sindaco al giocatore in modo che in qualità di primo cittadino potesse cambiare gli orari di apertura e chiusura dei negozi.

Iwata Asks
Moro:

In questo titolo il giocatore può adattare gli aspetti del gioco al suo stile di vita, ad esempio i negozi possono aprire presto la mattina oppure rimanere aperti fino a tardi la sera.

Kyogoku:

Il sindaco ha l'autorità necessaria per stabilire questo genere di regole e ordinanze.

Iwata:

Ovviamente nel mondo reale le regole vengono approvate dal consiglio comunale, il sindaco non ha l'autorità di decidere queste cose da solo! (ride)

Moro:

Sì, questo è vero! (ride) E i veri sindaci non finanziano le opere pubbliche di tasca propria! (ride)

Iwata:

Aspettate, fatemi capire! Così il sindaco stabilisce le regole, ma deve anche pagare per metterle in pratica?

Kyogoku:

Esatto! (ride) Il sindaco raccoglie i fondi per le opere pubbliche. Gli animali che vivono in città contribuiscono con una piccola quota, ma ogni minima richiesta è rivolta al sindaco, che si ritrova a sborsare un sacco di soldi.

Iwata:

Dunque il giocatore usa i suoi risparmi per finanziare le opere pubbliche?

Kyogoku:

Proprio così! (ride)

Iwata:

Quando sento le parole "sindaco" e "ordinanze" non posso fare a meno di pensare al mondo reale. Ma è logico che nel gioco le cose funzionino allo stesso modo. L'idea di far fare il sindaco al giocatore è stata la soluzione perfetta per diversi problemi.

Kyogoku:

Proprio così.

Iwata:

Pensate che alcuni giocatori potrebbero sentire il peso della responsabilità quando diventano sindaco?

Iwata Asks
Moro:

Ah, non c'è da preoccuparsi! (ride) Anche se non fai il tuo dovere di sindaco, nessuno si lamenterà mai.

Kyogoku:

Nessuno verrà mai a dirti: “Sindaco, che fai? Batti la fiacca?”

Iwata:

Quindi non ricevi valutazioni per il tuo lavoro?

Moro:

No, nessuna.

Kyogoku:

C'è un piccolo ostacolo da superare all'inizio, quando devi ottenere il sostegno degli abitanti per poter iniziare a costruire la città, ma una volta ottenuta la loro approvazione, la vita del sindaco è una passeggiata! (ride)

Iwata:

Ora che ci penso, c'è sempre l'esempio del sindaco precedente con cui confrontarsi, vero? (ride)

Kyogoku:

Proprio così. (ride) Quando pensi che prima di te il sindaco era Tortimer, beh...

Takahashi:

... prendi le cose con calma! (ride)

Tutti:

(ridono)

Moro:

Ma quando Eguchi-san ci ha giocato verso la fine dello sviluppo ha notato che non sembrava di essere il sindaco.

Kyogoku:

Sì, esatto. Mentre giochi non ti sembra di essere il sindaco e così abbiamo deciso di aggiungere alcuni elementi per rafforzare la sensazione di essere il sindaco della città.

Iwata:

Cosa intende dire esattamente con "sensazione di essere il sindaco"?

Moro:

Un esempio è all'inizio del gioco, quando il giocatore pianta un albero nella Piazza. Ecco questo evento è stato incluso nel gioco per rafforzare la sensazione di essere il sindaco della città.

Iwata:

Ah, capisco. Dunque il problema era che, anche se il giocatore è il sindaco, non si sente riconosciuto come tale dagli abitanti della città.

Moro:

Esatto, ad esempio, all'inizio il gioco era progettato in modo che quando completavi la costruzione di un ponte, tutto finiva lì. Dopo invece abbiamo deciso di tenere una cerimonia inaugurale al termine della costruzione.

Iwata:

Durante questa cerimonia, si festeggia con i fuochi d'artificio, eccetera e tutto questo è molto gratificante per il giocatore.

Kyogoku:

Sono situazioni come queste che fanno immedesimare il giocatore nel suo ruolo di sindaco della città e sono molto felice che sia stato possibile includerle. Certo, l'aggiunta di cose di questo genere non ha cambiato il gameplay di base, ma...

Iwata:

... ti dà una sensazione differente.

Kyogoku:

Proprio così. Ora ti immedesimi veramente nel tuo ruolo di primo cittadino.

Takahashi:

E, se vuoi, puoi sempre rifiutare di tenere la cerimonia.

Moro:

Esatto. (ride) Quando completi un progetto di opera pubblica e torni nel tuo ufficio, la segretaria Fuffi ti chiede se vuoi tenere la cerimonia.

Iwata:

Ah, sì. Il sindaco ha un'efficiente e cortese segretaria sempre pronta a dargli una mano.

Moro:

Sì e se non vuoi la cerimonia ti basta scegliere "No". A quel punto Carolina sarà talmente triste e delusa che ti sentirai in colpa per non aver accettato.

Iwata Asks
Takahashi:

Invito tutti i giocatori a sperimentare questo senso di colpa in prima persona, rifiutando di tenere la cerimonia almeno una volta!

Tutti:

(ridono)

Iwata:

Accanto a personaggi dolci e simpatici come Carolina, troviamo anche vecchie conoscenze come il Signor Resetti , che sbuca da sottoterra quando resetti il gioco.

Kyogoku:

Non eravamo per niente sicuri di Resetti, perché i giocatori hanno opinioni contrastanti sul suo conto. Alcuni lo adorano, naturalmente, ma altri proprio non sopportano i suoi urlacci.

Iwata:

In particolare, sembra che spaventi le giocatrici più giovani. Mi hanno riferito che alcune hanno persino pianto per colpa sua.

Kyogoku:

Proprio così. Per questo all'inizio non eravamo sicuri se riproporre il Centro Sorveglianza Resetti dei giochi precedenti. Ma più o meno in quel periodo il governo giapponese era impegnato nel processo di revisione del bilancio che ci ha ispirati a sottoporre a revisione anche il Centro di Resetti. (ride)

Moro:

Ho sentito dire che un parlamentare incaricato della revisione ha chiesto al Sig. Resetti: “È proprio necessario? Non si può resettare e basta?” e alla fine quell'elemento è stato gradualmente eliminato. (ride)

(Nota del redattore: questa è una parodia in chiave Animal Crossing di fatti realmente avvenuti durante le riunioni del governo giapponese.)

Iwata:

È vero? (ride)

Moro:

Beh, alla fine il Centro Sorveglianza Resetti è diventato un'opera pubblica, così il sindaco è libero di decidere se mantenerlo oppure no.

Iwata:

Ma esiste davvero qualcuno disposto a prendersi la briga di costruire il Centro Sorveglianza Resetti?

Moro:

Beh, molta gente ci tiene a incontrare Resetti! (ride)

Iwata:

Perché premedita di mettersi nei guai, eh? (ride)

Kyogoku:

Esatto. E poi ci sono alcuni aspetti del gioco che puoi vedere solo se costruisci il Centro Sorveglianza Resetti.

Moro:

Abbiamo dedicato grande impegno alla progettazione degli interni del centro e c'è una parte in cui il giocatore mette le mani su un microfono.

Takahashi:

Quindi non vogliamo assolutamente che i giocatori mettano il veto su questa opera pubblica!

Tutti:

(ridono)